Nascosto tra un labirinto di vie a due passi dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e Carrobbio (più precisamente in Via Caminadella 21), Zibo cuochi itineranti è stata una delle più belle scoperte in ambito food di questo autunno 2017.

Amo Milano anche per questo. Perché spesso ti accorgi solo all’ultimo di avere sotto il naso posti che sanno colpirti. A due passi dall’ufficio, ora Zibo è nella mia top three destinations per una decorosa pausa pranzo.

Ma perché proprio “Zibo“?

Innanzitutto dovete sapere che dietro questo nome ci sono due giovanissimi soci fondatori, Giulio Potestà e Alessandro Cattaneo, i quali hanno dato vita al loro progetto di street food di alta cucina nel 2015, per poi affiancare questo progetto itinerante con un vero e proprio locale, “Campo base“.

Il nome del loro progetto, ovvero del food truck dal quale tutto ha avuto inizio, nasce dal nomignolo con cui Giulio e Alessandro sono soliti chiamarsi “zibi” (una sorta di storpiatura di zio, mi ha confessato Giulio). Con un po’ di casualità, ma sicuramente con tanta spontaneità, è nato dunque Zibo, un nome simpatico, breve e orecchiabile, che al tempo stesso ricorda un po’ la parola “cibo”.

Ormai sono stata da Zibo sufficientemente spesso da poter dire di aver provato un buon 90% del menù, il quale si divide in quattro sezioni: gli sfizi, i ravioli, i sandwich e i dessert al bicchiere (o sarebbe meglio dire al barattolo, com’è di moda ormai da qualche anno). Per ognuna di queste sezioni troverete 4 o 5 piatti, alcuni di questi sono sempre fissi nel menù, mentre altri cambiano a seconda della stagione.

Da Zibo non troverete porzioni esagerate: qui si punta infatti sulla qualità e la cura di ogni singolo piatto e vi assicuro che in ognuno di essi riuscirete a percepire tutta la passione che questi due giovani ragazzi mettono nel loro progetto.

Tra gli sfizi dovete assolutamente provare i loro mondeghini, le tipiche polpettine milanesi di bollito di manzo, servite con petali di cipolle rosse agrodolci e maionese al cavolo viola. Il sapore (e il profumo) della carne di manzo bollita mi riporta subito con la mente a quando mia mamma ogni anno sotto Natale prepara il bollito per fare i cappelletti; per cui mangiare queste polpettine saporite mi fa riscoprire ogni volta l’atmosfera di casa. 

Sempre da provare, i loro falafel con salsa yogurt e menta e i nuggets di pollo biologico marinati allo zenzero, impanati e fritti, serviti con salsa thai.

Veniamo dunque ai ravioli. La pasta ripiena è infatti il fiore all’occhiello di Zibo, il quale ha deciso di convertire i primi tipici italiani in un formato pratico e facile da mangiare, come i ravioli appunto (non dimentichiamo infatti che Zibo nasce come food truck e quindi anche al Campo base troverete piatti che possono fungere da street food).

La prima volta che sono stata da Zibo ho provato quelli che ho scoperto essere uno dei loro cavalli di battaglia: i ravioli con ripieno alla carbonara. La seconda volta, invece, ho ordinato un’altra delle loro grandi intuizioni: i gyoza alla milanese, i classici ravioli giapponesi ripieni di ossobuco alla milanese, piastrati e serviti con una salsa di ossobuco e zafferano. Vi assicuro, vi stupiranno!

L’ultima scoperta, invece, sono stati i loro ravioli alla zucca, che, parola di un’emiliana che a tortelli di erbette e di zucca ci è cresciuta, rispettano fedelmente il gusto della tradizione.

In sandwiches & co trovate solitamente quattro proposte, tra cui una vegetariana. Prossimi nella mia lista sono il panino con pulled pork e quello con il pastrami. Per cui vi terrò aggiornati!

Se ancora non vi ho convinti che Zibo cuochi itineranti diventerà anche uno dei vostri posti preferiti, aspettate di farvi venire l’acquolina al mio prossimo post!