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Zibo cuochi: quanto è buono lo street food gourmet

Nascosto tra un labirinto di vie a due passi dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e Carrobbio (più precisamente in Via Caminadella 21), Zibo cuochi itineranti è stata una delle più belle scoperte in ambito food di questo autunno 2017.

Amo Milano anche per questo. Perché spesso ti accorgi solo all’ultimo di avere sotto il naso posti che sanno colpirti. A due passi dall’ufficio, ora Zibo è nella mia top three destinations per una decorosa pausa pranzo.

Ma perché proprio “Zibo“?

Innanzitutto dovete sapere che dietro questo nome ci sono due giovanissimi soci fondatori, Giulio Potestà e Alessandro Cattaneo, i quali hanno dato vita al loro progetto di street food di alta cucina nel 2015, per poi affiancare questo progetto itinerante con un vero e proprio locale, “Campo base“.

Il nome del loro progetto, ovvero del food truck dal quale tutto ha avuto inizio, nasce dal nomignolo con cui Giulio e Alessandro sono soliti chiamarsi “zibi” (una sorta di storpiatura di zio, mi ha confessato Giulio). Con un po’ di casualità, ma sicuramente con tanta spontaneità, è nato dunque Zibo, un nome simpatico, breve e orecchiabile, che al tempo stesso ricorda un po’ la parola “cibo”.

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Dry Milano. Cocktails & pizza for lunch

Dry – Cocktails & Pizza è stata la mia meta gourmet di sabato scorso. Avevo già sentito parlare numerose volte di questo locale milanese very cool noto per le sue focacce gourmet e i suoi cocktail, ma non avevo ancora avuto occasione di provarlo.

Sono stata nel locale recentemente aperto di Viale Vittorio Veneto 28 (il primo ad essere aperto è stato appunto quello in Via Solferino 33), l’unico aperto nell’orario di pranzo.

La prima cosa che colpisce è sicuramente la location; ha decisamente uno stile che adoro: spazi ampi e ariosi, design pulito e moderno, arredo minimal e chic industrial, eppure accogliente e familiare. Decisamente un locale la cui anima è notturna, ma comunque molto bello e piacevole anche all’ora di pranzo.

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TEMAKINHO LOVER: come il sushi è diventato il mio comfort food

Temakinho è quel sushi restaurant in cui dovete assolutamente fermarvi se capitate in quel di Milano, si trattasse anche solo di una gita di ventiquattro ore.

Prima di trasferirmi a Milano il mio ideale di sushi era quello di Oishi, ristorante à là carte e all you can eat a nastro nel Barilla Center di Parma. Io e Giulia ci andavamo ogni due o tre settimane all’uscita dal liceo e con 15 euro facevamo le più belle mangiate di sushi, tra pettegolezzi e confessioni.

Erano pranzi bellissimi in cui quasi facevamo a gara tra chi di noi faceva fuori più piattini. Ancora ricordo quando a fine pranzo ci guardavamo con un’aria distrutta e capivamo di essere arrivate al capolinea; ed ogni volta iniziavamo a ridere per la minima sciocchezza, tant’è che dicevamo di essere “ubriache di sushi”.

Una volta arrivate a Milano, invece, abbiamo avuto il piacere di scoprire di avere un discreto ristorante giapponese all you can eat proprio sotto casa. Tuttavia, due amiche milanesi di Giulia ci hanno poi parlato di questo ristorante che univa la cucina giapponese con i sapori e gli ingredienti tropicali del Brasile.

Prima di raccontarvi perché amo così tanto Temakinho, però, mi soffermerò brevemente sulla storia di questa cucina (potete leggere un articolo più dettagliato su questo tema qui).

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Tasta: un angolino di Sicilia nella grande città

Il 10 novembre scorso ho avuto il piacere di scoprire Tastagelateria e pasticceria siciliana in Corso Garibaldi 111 che nasce per la prima volta a Marina di Ragusa grazie all’iniziativa di Peppe e Alberto, eredi degli oltre 56 anni di esperienza della famiglia Flamingo in questo settore.

La famiglia Flamingo inizia la propria attività nel 1960 con la produzione di coni e cialde in Sicilia a Modica alta; produzione gestita da Don Peppino, ideatore della cosiddetta “coppa flamingo”, divenuta poi emblema del gelato in Sicilia.

Don Peppino trasmette quindi la sua passione e la sua arte al figlio Rosario, che a sua volta la passa ai propri figli, Peppe e Alberto, i quali trasformano quest’arte in una vera e propria attività che oggi troviamo in diversi luoghi d’Italia (a Modica dal 2014, così come a Bologna e Milano dal 2016), ma anche all’estero, nella soleggiata Hollywood Boulevard di Miami (Florida).

La prima cosa che mi ha colpito è stato il nome curioso: Tasta deriva dalla parola in siciliano “tastare”, ovvero assaggiare o gustare. Tasta nasce appunto con l’intento di invitare i suoi clienti a provare e conoscere il prodotto e l’universo che si nasconde dietro di esso.

Prima di parlarvi della mia personale esperienza mi sembrava interessante parlarvi un poco anche della storia di questa gelateria-pasticceria, perché è giusto ricordare che dietro ad ogni prodotto che proviamo si nascondono volti, persone e storie, che a mio parere ci aiutano a capire meglio cosa abbiamo di fronte; e quando certe cose nascono da tradizioni familiari, non so voi, ma a me fanno subito sentire un po’ più a casa.

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