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Biscotti, Ricette

Gingerbread men… a modo mio

Erano ormai tre anni che mi desideravo preparare questi famosi biscotti speziati delle feste; ma sono riuscita a mantenere questa promessa solo quest’anno.

Curiosando su internet, ho scoperto che dietro questi simpatici omini si nasconde in realtà una storia piuttosto triste: una coppia di anziani desiderosi di avere un bambino cucinano un biscotto di pan di zenzero con sembianze umane che, una volta cotto, scappa dalla loro casa, per poi finire tra le grinfie di un’astuta volte che lo mangia, incurante delle grida del povero omino di pan di zenzero.

Nonostante la storia tutto fuorché gioiosa di questi biscotti, grazie ai modi più svariati di decorarli, i gingerbread men risultano essere creazioni estremamente carini e spiritosi.

In questo articolo vi presento dunque la mia versione degli omini di pan di zenzero: rispetto la ricetta originale, infatti, ho utilizzato il miele di castagno al posto della melassa e non ho utilizzato né chiodi di garofano né noce moscata, in quanto sono un po’ diffidente circa l’utilizzo di queste spezie nelle preparazioni dolci (anzi, a dirla tutta i chiodi di garofano non mi piacciono proprio… bleah).

Spero proprio che prepararli sia per voi divertente quanto lo è stato per me, che, per immedesimarmi meglio nello spirito natalizio, ho preparato questi biscotti sulle note della playlist Le hit del Natale di Spotify, cantando a squarciagola Underneath the Tree di Kelly Clarkson.

Sulla parte decorativa ho invece dovuto portare tanta pazienza, in quanto io e la sac à poche non andiamo (per ora) molto d’accordo, indi per cui mi sono limitata ad una decorazione molto basic. Prometto dunque che migliorerò le mie skill e il prossimo Natale vi presenterò degli omini di pan di zenzero decorati come si deve!

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Vorrei farmi perdonare per l’assenza con una ricetta che è senza dubbio tra le mie preferite e che non preparavo da parecchio tempo.

Si tratta di una ricetta non nuova per coloro che mi seguono da sempre. L’avevo inizialmente proposta sul mio primo sito nel 2015, ora ve la ripropongo, ma con immagini migliorante rispetto a quelle scattate allora con l’iphone 4!

La ricetta di questo plumcake era nata durante gli anni della triennale, quando ero alla ricerca di un dolce buono, sostanzioso e nutriente con cui fare colazione il mattino, ma che alla fine si è rivelato anche ottimo come pratica merenda da portare in università.

Volevo ci fossero le carote perché le adoro davvero tanto nei dolci, e quindi quale miglior abbinamento se non le noci? Queste danno quel tocco croccante che amo alla follia. Ma ad essere sincera, a dare una marcia in più a questo dolce è lei, la mia spezia preferita: la cannella. A quel suo profumo inconfondibile io non so proprio resistere.

Quindi vi confesso che questo è il mio plumcake preferito, il quale mi crea ogni volta seri problemi di dipendenza: è profumato, morbido, abbastanza umido e con una sfumatura croccante dato appunto dalle noci.

Che dire, spero ve ne innamoriate anche voi!

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Dry Milano. Cocktails & pizza for lunch

Dry – Cocktails & Pizza è stata la mia meta gourmet di sabato scorso. Avevo già sentito parlare numerose volte di questo locale milanese very cool noto per le sue focacce gourmet e i suoi cocktail, ma non avevo ancora avuto occasione di provarlo.

Sono stata nel locale recentemente aperto di Viale Vittorio Veneto 28 (il primo ad essere aperto è stato appunto quello in Via Solferino 33), l’unico aperto nell’orario di pranzo.

La prima cosa che colpisce è sicuramente la location; ha decisamente uno stile che adoro: spazi ampi e ariosi, design pulito e moderno, arredo minimal e chic industrial, eppure accogliente e familiare. Decisamente un locale la cui anima è notturna, ma comunque molto bello e piacevole anche all’ora di pranzo.

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Ricette, Torte e crostate

Torta morbida al cioccolato e arancia

Delle torte improvvisate all’ultimo minuto che si rivelano un grande successo ho iniziato a farci l’abitudine.

Ieri pomeriggio ero infatti partita con le migliori intenzioni, salvo poi ritrovarmi con poco tempo a disposizione e rassegnarmi all’idea di preparare ben due ricette. Ho quindi dovuto improvvisare una ricetta facile e veloce che potesse essere gradita anche al mio ragazzo (il quale sarebbe stato giudice finale della mia creazione). Per cui mi sono subito ritrovata a pensare ad una torta al cioccolato e arancia, abbinamento del quale lui va matto!

Come sempre, la sfida più grande sarebbe stata trovare le giuste dosi di ogni ingredienti al fine di ottenere la consistenza perfetta: né asciutta (quando ODIO le torte asciutte che ti impastano la bocca e ti causano un soffocamento nel momento in cui le deglutisci!) né eccessivamente umida. E così, tra una piccola dose di occhio allenato e un’altra di fortuna, il risultato è stato super soddisfacente!

Ecco quindi una torta che si lascia amare così com’è: buonissima mangiata da sola, si presta anche ad essere inzuppata nel latte alla prima colazione o ad essere decorata con un golosissimo frosting per essere condivisa durante una merenda con amici o parenti.

Questa torta ha da subito conquistato tutti: me in primis (e vi assicuro che sono il giudice più severo di me stessa), il ragazzo della mia coinquilina (che mi dice lei essere molto critico), la mia coinquilina e in ultimo il mio ragazzo, che ha decretato “Questa devi assolutamente rifarla!”.

Scommettiamo che conquisterà anche voi?

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Libri

“Adesso” di Chiara Gamberale

“A te le parole non mancano mai, soprattutto se devi esprimere qualcosa che senti e le vomiti ancora prima che un pensiero o un’emozione l’autorizzi”. 

Avevo acquistato Adesso assieme a Per dieci minuti, ma lo avevo lasciato da parte come seconda lettura poiché non sapevo cosa aspettarmi, mentre di quest’ultimo mi avevano già parlato.

Ancora provata dall’entusiasmo per la lettura di Per dieci minuti ho iniziato quest’altro libro della Gamberale il giorno seguente e l’ho divorato possibilmente anche più in fretta del primo.

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#Milanodamare

Galeotta fu una colazione da Princi

Certe storie amicizie nascono così. Davanti a un cappuccino e una fetta di crostata ai frutti di bosco.

Io Giada l’ho conosciuta proprio così. Imbattuteci l’una nell’altra su un social, anzi IL Social (aka Instagram), abbiamo dapprima apprezzato i reciproci feed e poi deciso che ci ispirava conoscerci di persona.

Era un mercoledì di marzo. Le giornate iniziavano ad essere meno grigie e fredde, tanto da farmi osare una giacca di pelle (inutile dire che si trattò di una decisione ancora troppo azzardata!). Lei, invece, un morbidissimo pellicciotto nero (colore che da quel momento in avanti avrei scoperto contraddistinguerla).

Quel giorno decidemmo di fermarci a prendere qualcosa al Princi di Moscova… lì per lì non potevamo immaginare che quello sarebbe diventato il NOSTRO posto, la nostra tappa fissa (quasi) settimanale.

Perché ammettiamolo, certi punti di ritrovo possono sembrare tutte uguali sino a quando non attribuiamo loro una valenza particolare e da allora diventano luoghi di cui ci è impossibile fare a meno.

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Libri

“Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

“Da quando la mia vita è vuota non mi ero mai accorta che fosse così piena”.

Lo scorso 16 maggio ho terminato le lezioni del Master in Food and Wine Communication alle IULM e così, nell’attesa di poter iniziare lo stage, è successa una cosa inaspettata: ho riscoperto il piacere della lettura!

Non mi sono mai reputata una divoratrice di libri, sarò sincera, ma ogni volta che trovavo il libro giusto per me era impossibile separarmene. Ed ogni volta che si avvicinava il finale e con le dita contavo una decina di pagine rimaste, dentro di me si palesavano due stati d’animo contrastanti: da un lato ero impaziente di sapere che fine avrebbero fatto i protagonisti del racconto, cosa ne sarebbe stato di loro; dall’altro lato, però, mi assaliva una sorta di malinconia, perché sentivo di essere diventata un tutt’uno con la storia e con i personaggi e terminare la lettura del libro avrebbe quindi comportato la perdita di un pezzettino di me.

Così, ogni volta che termino la lettura di un libro, mi sento come tristemente alleggerita di una parte di me; condizione che in realtà mi spinge subito a chiedermi quale sarà il prossimo malcapitato libro a cadere nelle mie mani.

Oggi voglio parlarvi del libro Per dieci minuti di Chiara Gamberale, libro uscito nel 2013, ma di cui mi hanno parlato solo l’anno scorso.

Qualche mese fa decido, quindi, che a fare da rodaggio per il mio ritorno alla lettura sarebbe stato proprio questo libro piccino, dalla copertina azzurra che mette tanta serenità e spensieratezza (lo ammetto, sono proprio il tipo di persona che giudica un libro dalla copertina) e che sembrava avere una trama simpatica.

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Crostata con crema di mandorle e confettura di lamponi
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Ricette, Torte e crostate

Crostata con crema di mandorle e confettura di lamponi

Come scrivo spesso ogni ricetta (o per lo meno le mie) nasce dall’ispirazione data da un ingrediente (o più di uno) che funziona da fulcro di tutta quanta la ricetta.

Questa volta mi sono trovata in casa una crema di mandorle incredibilmente buona, della pasticceria siciliana Fiasconaro (personaggio che abbiamo avuto il piacere di conoscere tramite il Master Food and Wine Communication Iulm) e una carinissima piccola teglia in ceramica bianca di Tiger.

Non c’è voluto molto perché la parola “crostata” mi balenasse per l’anticamera del cervello!

Per cui eccola qua, la mia deliziosa crostata con crema di mandorle e confettura di lamponi! Vi dico solo che è durata meno di 24 ore… provare per credere!

P.S Trattandosi di una crema di mandorle con zuccheri aggiunti ho cercato di aggiungerne il meno possibile nel resto della ricetta (da qui la scelta di una confettura senza zuccheri aggiunti e pochissimo zucchero nella brisée).

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Crostata alla cannella con confettura di pere

Dopo tanto tempo (circa un mese e mezzo) domenica scorsa ho trovato il tempo per rimettere (finalmente) le mani in pasta.

Questo master, sebbene utile ed interessante, mi ha tolto però tantissimo tempo da dedicare alla cucina e al blog. Ma è una mezza verità.

La verità nuda e cruda è che, oltre a ciò, avevo perso l’ispirazione. Per stanchezza, per svogliatezza, non so.

Probabilmente mi serviva solo il giusto input.

Questa volta gli input sono stati: una cena a due, degli stampini acquistati anni fa e ancora mai utilizzati e una confettura di pere che mi incuriosiva molto provare.

Certo, mi rendo conto che è crostata dai toni e dagli ingredienti più invernali che primaverili, ma facciamo che per questa volta chiuderemo un occhio. Perché quando l’ispirazione bussa alla tua porta tocca accoglierla così come si presenta.

P.S Ah giusto, per quanto riguarda la crostata, beh, si presenta da sé. Pere e cannella. Serve aggiungere altro?

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#Milanodamare

TEMAKINHO LOVER: come il sushi è diventato il mio comfort food

Temakinho è quel sushi restaurant in cui dovete assolutamente fermarvi se capitate in quel di Milano, si trattasse anche solo di una gita di ventiquattro ore.

Prima di trasferirmi a Milano il mio ideale di sushi era quello di Oishi, ristorante à là carte e all you can eat a nastro nel Barilla Center di Parma. Io e Giulia ci andavamo ogni due o tre settimane all’uscita dal liceo e con 15 euro facevamo le più belle mangiate di sushi, tra pettegolezzi e confessioni.

Erano pranzi bellissimi in cui quasi facevamo a gara tra chi di noi faceva fuori più piattini. Ancora ricordo quando a fine pranzo ci guardavamo con un’aria distrutta e capivamo di essere arrivate al capolinea; ed ogni volta iniziavamo a ridere per la minima sciocchezza, tant’è che dicevamo di essere “ubriache di sushi”.

Una volta arrivate a Milano, invece, abbiamo avuto il piacere di scoprire di avere un discreto ristorante giapponese all you can eat proprio sotto casa. Tuttavia, due amiche milanesi di Giulia ci hanno poi parlato di questo ristorante che univa la cucina giapponese con i sapori e gli ingredienti tropicali del Brasile.

Prima di raccontarvi perché amo così tanto Temakinho, però, mi soffermerò brevemente sulla storia di questa cucina (potete leggere un articolo più dettagliato su questo tema qui).

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