Come vi sarà risultato evidente dal mio profilo Instagram, la cosa che più mi piace fotografare è proprio lui: il cibo. Può sembrare facile, ma fare belle foto ai piatti che avete sotto il naso non è poi così scontato.

Vi sono infatti regole e passaggi da osservare per uscirne con un risultato soddisfacente.

In questo articolo troverete dunque una guida a come fotografare il cibo con l’utilizzo di uno smartphone.

LA REGOLA DELLE REGOLE: sfrutta la luce naturale

Vi sembrerà scontato, ma ancor prima di possedere uno smartphone con una buona fotocamera viene un assioma importantissimo: al fine di ottenere una buona foto occorre scattare utilizzando la luce naturale (quella diurna per intenderci). A vostro rischio e pericolo dunque le foto scattate con il flash o in ambienti bui che costringono la foto ad essere troppo sgranata (in quest’ultimo caso mi è capitato di non poter scattare la foto se non la sera; per fortuna, però, modificandola sono comunque riuscita ad ottenere un buon risultato finale).

Quando fotografate del cibo preparato in casa, dunque, posizionate, se possibile, il tavolo vicino ad una finestra per sfruttare al meglio la luce oppure organizzatevi un mini-set fotografico fai da te che sia facile da spostare e da poter posizionare su una sedia o il pavimento, sempre in corrispondenza di una finestra o porta-finestra. Io, ad esempio, utilizzo il tavolo della cucina come base e, se necessario, avvicino il più possibile il tavolo alla porta-finestra.

Quando invece si mangia al ristorante non sempre capita di essere fatti accomodare ad una tavolo con una buona esposizione alla luce. In questi casi, specie se so che le foto mi serviranno per un articolo, chiedo se possono farmi accomodare ad un tavolo vicino alla vetrata. [N.B Verso la fine dell’articolo trovate un paragrafo ad hoc sulle foto al ristorante].

Un’altro piccolo promemoria da tenere bene a mente e di cui è facile scordarsi:

PULITE SEMPRE LA FOTOCAMERA DEL VOSTRO SMARTPHONE PRIMA DI SCATTARE!

1) La scelta dell’inquadratura 

Ogni piatto ha un’inquadratura che ne risalta al meglio le caratteristiche, proprio così come accade con le persone. Prima di scegliere quindi da che prospettiva scattare la foto occorre quindi studiare il piatto che avete di fronte.

Le foto dall’alto o flat-lays

Come potete notare dal mio feed Instagram, le foto che prediligo sono quelle con inquadratura dall’alto parallela al terreno, i cosiddetti flat-lay; li trovo estremamente efficaci dal punto di vista estetico, perché permettono di includere molti elementi e mostrare il piatto nella sua interezza, per non parlare del fatto che mi suscitano una sensazione di ordine e armonia. Tuttavia, questo tipo di inquadratura può non sempre essere la più adatta: è il caso, ad esempio di cibi che dall’alto risultano “piatti”, senza profondità, né differenze in fatto di texture e colori, e che rischiano quindi di essere poco “impattanti”. Vi faccio alcuni esempi:

  • se volete fotografare una torta di carote, al cacao, allo yogurt o comunque qualsiasi altra torta che presenta un colore omogeneo, potete ovviare al problema decorando la superficie della torta;
  • potete rendere la foto meno statica tagliando una fetta di torta e mettendola coricata su un piattino di lato (questa è una cosa che faccio molto spesso nelle mie foto, sia nel caso di plumcake o torte dalla texture omogenea che nel caso di plumcake o torte di cui mi interessa far vedere particolari interni che dall’esterno non sarebbero altrimenti evidenziati);
  • quando invece vi ritrovate tante copie dello stesso soggetto può essere carino disporle vicine in modo da creare un effetto “food pattern” (questo effetto è molto usato quando si fotografa la frutta, ad esempio).

Le foto frontali o l’inquadratura a 0 gradi

Altre volte, invece, può essere meglio fotografare un piatto frontalmente, ovvero con un’angolazione di 0 gradi rispetto il piano di appoggio. Quest’angolazione è ideale per fare risaltare piatti o composizioni in cui sono presenti elementi con diverse altezze o più semplicemente per dare rilevanza all’elemento centrale della foto (mi viene in mente il classico esempio di una torta alta, tipo bundt cake, appoggiata su un’alzatina). Nel mio caso specifico, questa è un’inquadratura che utilizzo molto di rado, non disponendo di un’alzatina per torte e, più che altro, di una bella parate che possa fare sa sfondo (se infatti lo sfondo non è fotogenico evitate questa inquadratura). Di seguito alcune immagini reperite su Pinterest che rendono bene quest’ultimo concetto:

L’inquadratura rialzata o a 45 gradi

Un altro tipo di inquadratura molto utilizzata per fotografare il cibo è quella a 45 gradi rispetto il piano d’appoggio,  prendendo il cibo lateralmente. Non uso molto questa inquadratura (non saprei esattamente perché), ma può essere molto utile per dare l’idea della profondità e quindi mettere il focus sul primo elemento che si trova più vicino alla fotocamera.

Questo tipo di angolazione rende bene se il vostro smartphone permettere di regolare la lunghezza focale della fotocamera (la lunghezza focale, in parole povere, è quella misura che vi permette di stringere la messa a fuoco su un elemento e lasciare sfocato il resto degli elementi nell’inquadratura). In caso contrario, ovvero se non potete fare questo tipo di operazione, trovo che questa inquadratura perda di efficacia in quanto mettereste a fuoco tutti gli elementi indistintamente, senza che l’occhio sappia bene qual è l’elemento che più di tutti deve catturare la sua attenzione.

When in doubt…

Pertanto, molto spesso, risulta vincente trovare un compromesso tra queste due ultime inquadrature, fotografando quindi il cibo in modo frontale, ma appena sopraelevanti rispetto al piano d’appoggio. Trovate qui e qui due esempi dal bellissimo profilo di Raffaella.

Ovviamente, qualsiasi sia l’inquadratura che sceglierete di utilizzare, ricordatevi di non zoommare MAI: più zoommate, più la vostra foto perde di definizione, ergo risulterà sgranata. Piuttosto, siate voi ad avvicinarvi al soggetto della foto, scegliendo di includere più o meno oggetti nell’inquadratura.

2) Creare la composizione

In realtà questi due primi punti sono abbastanza intercambiabili. Potete prima scegliere il tipo di inquadratura e in base a quella riempire lo spazio attorno al piatto; oppure potete creare prima il vostro set e successivamente scegliere da che punto di vista riprendere il tutto. Il motivo per cui vi ho messo al primo posto la scelta dell’inquadratura è perché, come già sottolineato, spesso e volentieri è il piatto stesso a suggerirvi da quale angolazione conviene fotografarlo e di conseguenza gli oggetti attorno a lui andranno sistemati in un modo piuttosto che in un altro.

Quanto arricchire la composizione? 

Detto questo, potete scegliere di adottare lo stile che preferite: riempire molto l’inquadratura utilizzando molti props oppure adottare la tecnica “less is more” e quindi giocare con pochi elementi significativi. Alcune volte lascio che vi sia solo un piatto nell’inquadratura, a patto che vi siano una di queste tre condizioni:

  • il piatto è appoggiato su un piano d’appoggio con una bella texture (piani in marmo e assi di legno rientrano generalmente in questo caso)
  • il piatto o contenitore dentro cui è il cibo ha una bella decorazione e bei colori
  • il soggetto della foto (un primo, un secondo, una torta, ecc.) si presenta molto bene e non ha bisogno di ulteriori fronzoli

Ricordate: fate “respirare” la composizione

Ad ogni modo, l’importante è che alla fine la composizione risulti ben equilibrata nelle sue componenti e che il risultato infonda un senso di armonia. Questo aspetto si ottiene lasciando ad ogni elemento della composizione il proprio “spazio vitale”, ovvero, non appiccicate troppo i props tra di loro, ma lasciate sempre dello spazio tra i diversi elementi.

Infine, se decidete di concentrare il soggetto e gli elementi decorativi in un’unica parte dell’inquadratura (metà destra o metà sinistra, oppure, tagliando idealmente l’inquadratura in diagonale e spostando l’attenzione su una delle due parti create dalla linea) ricordatevi, anche in questo caso, di lasciare libera l’altra parte dell’inquadratura per “bilanciare” visivamente la composizione.

Eccovi quindi degli esempi pratici per capire meglio quanto vi ho appena detto:

3) La scelta dei props

I props, ovvero gli “oggetti di scena” (il termine proviene infatti dall’ambiente teatrale), sono tutti quegli oggetti che andranno a formare la vostra composizione o set fotografico e, nel caso della food photography, includono quanti e più oggetti possono essere utilizzati in cucina: piatti e piattini, vassoi, posate, bicchieri, canovacci e tovaglioli, caraffe, teiere e servizio da tè, ecc. Questi sono elementi determinanti per l’effetto visivo di una composizione. Ricordatevi quindi di essere coerenti e di utilizzare props appartenenti ad uno stesso stile.

Faccio rientrare in questo step anche la scelta di frutta, verdura, spezie, ecc., ovvero tutti quei prodotti che possono essere inseriti nella composizione per richiamare gli ingredienti che compongono il piatto che state fotografando.

4) Fotograte over and over again

Prima di ottenere la foto che più di tutte vi convince dovrete fare numerosi tentativi, il che vi permetterà di modificare la posizione degli oggetti nella scena e, se il piatto lo permette, sperimentare diverse inquadrature. Inoltre, fare diverse prove vi sarà utile per allenare il vostro occhio e migliorare nella pratica.

5) Lasciatevi ispirare

Una delle cose che ognuno di noi può fare (a costo zero tra l’altro!) per migliorare le proprie skills è proprio lasciarsi ispirare dal lavoro altrui (il che non vuole dire copiare, ovviamente). Io stessa sono migliorata tanto da quando fotografavo i primi piatti che preparavo, e ancora ho da migliorare!

Quindi, oltre alla pratica (più fotografate, meglio è), prendete spunto da Pinterest o da Instagram. Vi servirà anche per capire quale stile vi piace di più e qual è il risultato verso il quale volete indirizzarvi.

E al ristorante?

Quando siete al ristorante o in una caffetteria ovviamente non avete la possibilità di modificare lo spazio attorno a voi a vostro piacimento, per cui le regole che vi ho elencato di sopra cambiano leggermente.

First thing first: com’è la luce? 

Personalmente, se mi capita di uscire la sera e quindi l’ambiente è buio o, anche se ben illuminato, si vedono nell’inquadratura le ombre del telefono e delle mani, lascio perdere e penso piuttosto a godermi la serata. Al contrario, se il locale è ben illuminato chiedo di farmi sedere in un punto strategico, in un tavolo vicino ad una finestra o vetrata.

N.B Se il vostro feed Instagram si basa tuttavia su foto con alti contrasti tra toni chiari e toni scuri, potrebbe non essere troppo un problema fotografare in un ambiente poco illuminato, dal momento che non vi servirà alzare molto la luminosità della foto.

Togliete dal tavolo gli elementi di disturbo 

Come vi dicevo, se ci tenete potete anche chiedere al cameriere di posizionarvi in un tavolo ben illuminato. Inoltre, una volta arrivato il piatto cercate semplicemente di togliere temporaneamente dal tavolo tutti quegli elementi di disturbo o che sono antiestetici (es. tovaglioli, bustine dello zucchero o parta bustine dello zucchero, ecc., cose che tante volte non sono molto belli da fotografare).

In piedi, sulla sedia… o alla cieca?

Anche in questo contesto scegliete l’inquadratura che renda di più in base al piatto e allo sfondo che avete. Se inoltre siete in due o più persone, potreste approfittare per un flat-lay che riprendono tutta la tavolata. In questo caso sarete costretti a mettervi in ginocchio o addirittura in piedi sulla sedia, ma, sarò sincera, io non mi sono ancora spinta a tanto!

Pertanto, dovete valutare voi quanto “esporvi” nel fare una foto quando siete all’interno di un locale. Io generalmente mi limito a flat-lay con un’inquadratura che prenda solo il mio piatto o una che prenda anche il piatto della persona che è con me. In questi casi però mi alzo in piedi, perché da seduta ho la mano poco ferma e molta difficoltà a vedere la foto nel suo insieme, per cui rischio di scegliere un’inquadratura pessima. Capisco che questo possa mettere un po’ a disagio; io però ci ho fatto l’abitudine ormai!

Cercate un compromesso

Se l’idea di alzarvi in piedi per fare la foto dall’alto vi mette troppo a disagio, optate per fotografare il piatto con un’angolazione a 45 o 0 gradi come vi ho spiegato in precedenza. Probabilmente, vi converrà scegliere quella a 45 gradi, in quanto facendo una foto frontale, quasi raso tavolo per intenderci, rischiate di prendere nell’inquadratura anche gli altri tavoli e persone o comunque altri elementi di disturbo. Tuttavia, se con la fotocamera riuscire a mettere a fuoco solamente il vostro piatto, allora la questione cambia, poiché gli elementi sullo sfondo sarebbero meno nitidi. Vi lascio di seguito due esempi personali per farvi capire meglio:

Ora non vi resta che modificare la vostra foto; a questo proposito trovate i miei consigli in questo articolo.

Infine, eccovi un’infografica riassuntiva che potete salvare e consultare comodamente quando volete, cliccando QUI.