“A te le parole non mancano mai, soprattutto se devi esprimere qualcosa che senti e le vomiti ancora prima che un pensiero o un’emozione l’autorizzi”. 

Avevo acquistato Adesso assieme a Per dieci minuti, ma lo avevo lasciato da parte come seconda lettura poiché non sapevo cosa aspettarmi, mentre di quest’ultimo mi avevano già parlato.

Ancora provata dall’entusiasmo per la lettura di Per dieci minuti ho iniziato quest’altro libro della Gamberale il giorno seguente e l’ho divorato possibilmente anche più in fretta del primo.

Eccovi la trama:

È molto più che un romanzo d’amore, questo: è un romanzo sorprendente sull’amore. Che è una disdetta, una benedizione, un inganno. Ma è l’unica possibilità che abbiamo di orientarci fra paura e desiderio.
Esiste un momento nella vita di ognuno di noi dopo il quale niente sarà più come prima: quel momento è adesso.
Arriva quando ci innamoriamo, come si innamorano Lidia e Pietro. Sempre in cerca di emozioni forti lei, introverso e prigioniero del passato lui: si incontrano. Rinunciando a ogni certezza, si fermano, anche se affidarsi alla vita ha già tradito entrambi, ma chissà, forse proprio per questo, finalmente, adesso… E allora Lidia che ne farà della sua ansia di fuga? E di Lorenzo, il suo “amoreterno”, a cui la lega ancora qualcosa di ostinato? Pietro come potrà accedere allo stupore, se non affronterà un trauma che, anno dopo anno, si è abituato a dimenticare?
Chiara Gamberale stavolta raccoglie la scommessa più alta: raccontare l’innamoramento dall’interno. Cercare parole per l’attrazione, per il sesso, per la battaglia continua tra le nostre ferite e le nostre speranze, fino a interrogarsi sul mistero a cui tutto questo ci chiama. Grazie a una voce a tratti sognante  e a tratti chirurgica, ci troviamo a tu per tu con gli slanci, le resistenze, gli errori di Lidia e Pietro e con i nostri, per poi calarci in quel punto “sotto le costole, all’altezza della pancia” dove è possibile accada quello a cui tutti aspiriamo ma che tutti spaventa: cambiare. Mentre attorno ai due protagonisti una giostra di personaggi tragicomici mette in scena l’affanno di chi invece, anziché fermarsi, continua a rincorrere gli altri per fuggire da se stesso…

Io?
Tu.
Non sono pronto.
Nessuno lo è. In verità?
In verità ho paura.
Tanto ormai è successo.
E quando?
Adesso.

COSA MI È PIACIUTO

Ancora una volta, come potete leggere qui nella mia recensione precedente di Per dieci minuti, ho amato lo stile di scrittura dell’autrice: scorrevole, schietto, denso di emozioni e sincero. Mi è piaciuto come ha raccontato l’innamoramento dal punto di vista di Lidia, la protagonista, perché, a differenza del libro precedente, è un personaggio in cui mi sono in buona parte riconosciuta: così irrequieta, viva e sopratutto impulsiva.

COSA NON MI È PIACIUTO

Riflettendoci credo di avere apprezzato interamente questo libro. Dovessi proprio fare un’osservazione, l’unica potrebbe essere relativa ai personaggi: sono volutamente complessi e un filo inverosimili nel loro modo di essere e nei loro trascorsi personali. Ciononostante non vengono percepiti troppo distanti.

CONSIGLIATO se anche voi vivete di emozioni forti e vi complicate la vita da soli perché le cose troppo facili e monotone non vi intrigano e vi suscitano noia. Ecco, in tal caso amerete i protagonisti, esseri cocciuti e complicati.

 

“Funziona così:
che arriviamo a un punto.
Prima di quel punto, ne abbiamo la certezza assoluta:
è già successo tutto.
Perché quello che conta è che l’avevamo incontrata.
Forse non l’avevamo riconosciuta subito: fa lo stesso.
Comunque l’avevamo incontrato: l’occasione.”

“Se questo bisogno d’amore che non mi abbandona mai, altro non è che il nome più comodo da dare al buco che ho dentro.
Una piccola malformazione congenita.
Un guasto.
Un vizio.
Un’illusione ottica per cui mi pare di chiedere tutto agli altri, mentre in realtà non chiedo mai niente,
se chiedere è, inevitabilmente, dare.”